L’équipe di Mamre opera attraverso colloqui di consulenza, di sostegno psicologico e psicoterapeutico individuale, familiare e di gruppo.
Il nostro lavoro si caratterizza per la presenza dei mediatori culturali: indispensabili interlocutori di comunicazioni, di parole, di codici culturali, di riti e di credenze.
Il lavoro maggiore viene fatto con gli adolescenti, le coppie giovani e le famiglie che si ricongiungono, ma è recentemente aumentata la richiesta di presa in carico di bambini anche piccoli (età tra i 4 e gli 8 anni).
Il lavoro terapeutico con bambini e adolescenti è basato sull’attività clinica a cui si affiancano attività espressive, movimento corporeo, racconti di storie e di favole, disegni, giochi di ruolo, attività teatrali.
Il percorso terapeutico e di consulenza offerto da Mamre prevede:
› primo colloquio di conoscenza e raccolta delle informazioni e presentazione del Centro;
› tre colloqui di analisi della domanda per la costruzione del progetto terapeutico o di consulenza;
› dieci colloqui terapeutici o cicli di consulenza psicologico-culturale per raggiungere gli obiettivi concordati. Esauriti tali colloqui si procederà ad una verifica del percorso per decidere se proseguire con ulteriori interventi o se concludere la proposta terapeutica. I colloqui, che includono sempre un mediatore etno-clinico, sono condotti da una micro-équipe che può includere diverse professionalità.
Inoltre è possibile dare avvio a 4 proposte specifiche:
› Gruppi etnopsichiatrici quando questi sono più funzionali ad integrare le modalità terapeutiche tradizionali dei pazienti. Tali gruppi comprendono figure con professionalità differenti (tra cui possono essere inclusi gli operatori dei servizi coinvolti) e offrono una modalità di cura coerente con le esigenze culturali del paziente.
› Colloqui di supporto psicosociale qualora il disagio del paziente sia inerente alla sfera sociale (ricerca di lavoro, casa, difficoltà di integrazione...) e si reputi come necessario dare ascolto a questi aspetti prima o in alternativa ad un intervento psicoterapeutico.
› Gruppi espressivi per bambini con i linguaggi delle arti-terapie, rivolti alle diverse fasce di età. Prevedono il coinvolgimento di genitori ed insegnanti. › Gruppi con i genitori il cui obiettivo è il sostegno alla genitorialità, ovvero la condivisione ed elaborazione di esperienze e vissuti che riguardano la genitorialità nella migrazione.
Si rivolgono a genitori con cui si sia precedentemente focalizzata l’esistenza di una difficoltà legata a ricongiungimenti e genitorialità.
Consulenze etnopsichiatriche. Cos’è una consultazione etnopsichiatrica e come si richiede.
Quando una situazione clinica non evolva positivamente o quando gli strumenti a disposizione degli operatori non si dimostrino sufficienti per orientare efficacemente l’intervento, è possibile richiedere una consultazione etnopsichiatrica all’équipe del Centro Mamre. La consultazione può essere attivata da operatori dei servizi territoriali o dagli stessi operatori del Centro Mamre, qualora essi sentano l’esigenza di riorientare il percorso terapeutico con l’apporto delle diverse competenze disciplinari e culturali presenti nel gruppo.
La consultazione etnopsichiatrica prevede l’organizzazione di un setting clinico composto:
- dai curanti direttamente coinvolti (che possono includere psicologi, psicoterapeuti, mediatori linguistico-culturali, antropologi ma anche assistenti sociali, psichiatri, educatori, avvocati, infermieri, medici);
- da coloro che portano la situazione di disagio e possono partecipare ad analizzarla e comprenderla (i “pazienti” ed i loro familiari ma anche amici, colleghi o rappresentanti del contesto di appartenenza quali rappresentanti della comunità religiosa o terapeuti del contesto di provenienza);
- dai consulenti del centro individuati volta per volta in base alle loro competenze professionali e culturali specifiche. Questi possono includere psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, mediatori etno-clinici di diverse provenienze, antropologi, sociologi, storici ed altre professionalità individuate di volta in volta.
La seduta allargata di consulenza è condotta da un etnopsichiatra od etnopsicologo del Centro che opera per orientare la co-costruzione dell’orizzonte di senso in cui la questione ha origine e trova la sua articolazione con l’obiettivo di arricchire ed approfondire la comprensione degli elementi in gioco e per cercare possibili strade terapeutiche percorribili.
L’assunto da cui muove il lavoro di consultazione è che i pazienti e i rappresentanti del loro contesto - inclusi i mediatori etno-clinici - siano fortemente competenti rispetto al sistema culturale e terapeutico a cui appartengono. Di conseguenza in seno ad una seduta etnopsichiatrica il gruppo dei pazienti assume grande rilievo.
Generalmente una consultazione etnopsichiatrica - che prevede comunque l’esistenza o l’attivazione di un percorso di presa in carico - si compone di più sedute a distanza di alcune settimane.
Gli operatori territoriali che intendano accedere ad un percorso etnopsichiatrico possono contattare il Centro Mamre per un primo colloquio di analisi della situazione in carico.








