L’immigrazione in Italia è un fenomeno strutturale e rappresenta la cifra delle profonde trasformazioni che il paese dovrà affrontare nei prossimi anni, una sfida alla convivenza, una responsabilità per i nostri figli per renderli capaci di confrontarsi con le diversità senza temerle, una misura della nostra capacità di traghettarci dentro la globalizzazione in atto con mappe concettuali e strategie operative all’altezza della complessità contemporanea. E’ un grande mutamento in atto, orami già da anni, ma che ora ci chiama e ci mette in gioco.
Mamre cerca di risolvere le situazioni di disagio psicologico di immigrati, minori e adulti, reduci da esperienze traumatiche che chiedono aiuto per potersi inserire a pieno titolo nel tessuto sociale come cittadini attivi.
Non possiamo ignorare le loro difficoltà, e l’importanza di affrontare il fenomeno dell’immigrazione è monito a non fare agli altri, agli immigrati di oggi, ciò che è stato fatto a noi quando eravamo emigrati.
In questo senso è nostro dovere di cittadini inserirli nella vita sociale. Se riusciamo ad evitare che le loro sofferenze sfocino in emarginazioni, violenze o devianze (anche criminali) o possano evolvere in patologie psichiatriche, riusciremo a ridurre in maniera considerevole anche i costi sociali a medio e lungo termine (ospedalizzazioni, carcere, interventi sanitari).
In questo senso Mamre lavora per favorire l’integrazione degli immigrati e l’armoniosa coesistenza delle generazioni successive al fine di una buona convivenza tra italiani e stranieri. L’ambito delicatissimo di cui si occupa Mamre, che prende in carico la sfera psicologica e psicosociale degli stranieri in difficoltà, costituisce un’incombenza che né i privati cittadini, né la società economica, né l’amministrazione pubblica hanno la possibilità di affrontare autonomamente con mezzi e competenze adeguati.

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